Diabete di tipo 2, ridurre il rischio cardiovascolare con i farmaci ipoglicemizzanti

Il raggiungimento dei target glicemici e la riduzione complessiva dei fattori di rischio per malattia cardiovascolare sono importanti per la riduzione delle complicazioni diabetiche rispettivamente microvascolari e macrovascolari.

In un articolo pubblicato su New England Journal of Medicine, Rita R. Kalyani della Johns Hopkins University School of Medicine, partendo dalla descrizione di un caso clinico parla della valutazione del rischio cardiovascolare (Cv) dei pazienti con diabete di tipo 2 e dei diversi trattamenti disponibili per diminuirlo, presentando le prove esistenti e i risultati dei diversi studi clinici che sono stati effettuati. «Il raggiungimento dei target glicemici e la riduzione complessiva dei fattori di rischio per malattia cardiovascolare sono importanti per la riduzione delle complicazioni diabetiche rispettivamente microvascolari e macrovascolari» è il primo dei punti clinici chiave dell’articolo.

Come spiega l’autrice, la valutazione del rischio Cv nei pazienti con diabete di tipo 2 include diversi aspetti e si dovrebbe sia ottenere una storia completa del paziente sia eseguire un esame fisico e una valutazione della funzione cardiaca nei soggetti con segni e sintomi di malattia vascolare o scompenso cardiaco o sintomi cardiaci atipici. È da preferire un approccio centrato sul paziente, e può essere calcolato il rischio a 10 anni di malattia Cv aterosclerotica, calcolo che può aiutare nelle decisioni cliniche. Nel discutere dei trattamenti, Kalyani precisa che molte società raccomandano un livello di emoglobina glicata inferiore al 6,5% e al 7% negli uomini e nelle donne non incinte, e che i target glicemici dovrebbero essere individualizzati in base a diversi fattori come il rischio di ipoglicemia, le altre condizioni e le preferenze del paziente. Tra gli aspetti affrontati vi è la gestione dello stile di vita, ma nell’articolo si dedica spazio soprattutto ai farmaci. Il trattamento farmacologico iniziale nel diabete è la metformina e, come indicato anche in uno dei punti chiave del lavoro, per l’aggiunta di un ulteriore terapia ipoglicemizzante per ridurre il rischio di eventi Cv è fondamentale la valutazione dei fattori di rischio e dello status di malattia Cv. I farmaci ipoglicemizzanti con benefici Cv dimostrati andrebbero somministrati ai pazienti con malattia Cv aterosclerotica stabilita e in quelli che presentano un alto rischio per malattia Cv. Tra questi farmaci troviamo gli agonisti del recettore GLP-1 (glucagon-like peptide-1) e gli inibitori SGLT2 (sodium-glucose cotransporter type 2), di cui Kalyani presenta le diverse possibilità e anche gli aspetti ancora incerti. Infine, dopo aver parlato brevemente delle linee guida, di solito in accordo tra loro e con piccole differenze, l’autrice torna al caso clinico iniziale e fornisce le proprie raccomandazioni.

N Engl J Med 2021. Doi: 10.1056/NEJMcp2000280.
https://doi.org/10.1056/NEJMcp2000280

fonte: Doctor33

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