LA TECNOLOGIA CONTRO L’IPOGLICEMIA: NUOVO IMPORTANTE STUDIO COORDINATO DAL DRI DI MILANO NE DIMOSTRA L’EFFICACIA

Uno studio ha messo a confronto l’efficacia e la sicurezza dell’utilizzo della tecnologia in individui ad elevato rischio di ipoglicemia.

Chi utilizza insulina per la terapia del diabete ha la necessità di dover utilizzare un farmaco che, se assunto in eccesso, può portare a conseguenze anche fatali, cioè un abbassamento dei valori di zucchero sotto la soglia compatibile con la vita. L’ipoglicemia, comprese le sue forme non gravi, colpisce circa un terzo delle persone con diabete di tipo 1 ed è percepita come un peso da pazienti e familiari. Da qui la definizione coniata da Philipp Cryer nel 1994secondo cui l’ipoglicemia rappresenta il “fattore limitante” della gestione del diabete.

Poco dopo che il primo sistema di monitoraggio continuo del glucosio (CGM) è diventato disponibile due decenni fa, è diventato subito evidente che le concentrazioni di glucosio nel sangue dei pazienti con diabete risultavano costantemente troppo elevate. Ma sorprendentemente ci sono voluti 14 anni prima che un primo studio randomizzato controllato venisse eseguito per testare l’efficacia del monitoraggio continuo del glucosio nel prevenire l’ipoglicemia in soggetti con diabete di tipo 1 in terapia insulinica.

Il 29 aprile è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista “The Lancet Diabetes & Endocrinology” un secondo fondamentale lavoro di un gruppo di centri internazionali coordinati dal Prof Emanuele Bosi del Diabetes Research Institute di Milano, che riporta i risultati di uno studio randomizzato controllato (SMILE) che ha messo a confronto l’efficacia e la sicurezza dell’utilizzo della tecnologia in individui ad elevato rischio di ipoglicemia. Lo studio ha coinvolto 153 soggetti adulti reclutati in 16 centri in Francia, Italia, Regno Unito, Paesi Bassi e Canada.

Lo studio ha mostrato che a distanza di  6 mesi il gruppo di soggetti che ha utilizzato un sistema integrato comprendente il monitoraggio continuo del glucosio ed il microinfusore dotato di una funzione in grado di determinare l’interruzione automatica dell’insulina basale in prossimità di una presunta ipoglicemia, è andato incontro ad un numero significativamente minore di eventi ipoglicemici. “Ora abbiamo prove convincenti che la tecnologia più avanzata è in grado di ridurre l’esposizione all’ipoglicemica, senza compromettere il controllo glicemico nelle persone che sono inclini all’ipoglicemia” – commenta il Professor Emanuele Bosi. “Questo lavoro indica come la ricerca del nostro Istituto sia in grado di coprire dagli aspetti biologici di base alle modalità di trattamento del paziente in ambito clinico, rappresentando un vero centro di  ricerca traslazionale” conclude  Lorenzo Piemonti, direttore del Diabetes Research Institute.

 

Emanuele Bosi; Pratik Choudhary; Harold W de Valk; Sandrine Lablanche; Javier Castañeda; Simona de Portu; Julien Da Silva; Roseline Ré; Linda Vorrink-de Groot; John Shin; Francine R Kaufman; Ohad Cohen. Efficacy and safety of suspend-before-low insulin pump technology in hypoglycaemia-prone adults with type 1 diabetes (SMILE): an open-label randomised controlled trial. Lancet Diabetes Endocrinol. 2019; (published online April 29.) 

fonte:

HSR

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