Per i diabetici digiunare prima di un esame del sangue potrebbe essere pericoloso

Prima di un esame del sangue per misurare i livelli di colesterolo, i medici di solito consigliano di digiunare per diverse ore in modo da ottenere risultati più precisi. Un nuovo studio dimostra però che nelle persone con diabete questo approccio potrebbe fare più male che bene.

Prima di un esame del sangue per misurare i livelli di colesterolo, i medici di solito consigliano di digiunare per diverse ore in modo da ottenere risultati più precisi. Un nuovo studio dimostra però che nelle persone con diabete questo approccio potrebbe fare più male che bene. I risultati sono stati pubblicati sull’International Journal of Endocrinology e potrebbero influenzare il parere dei medici per i loro pazienti diabetici.

I diabetici tendono ad avere livelli più elevati di colesterolo LDL, che può portare a un accumulo eccessivo di grasso nelle arterie. Per questo motivo, i medici possono raccomandare un monitoraggio regolare del colesterolo ematico. Le linee guida attuali raccomandano di non mangiare o di bere soltanto acqua prima di un esame del sangue, per non alterare i risultati. Tuttavia, sempre più spesso, gli studi suggeriscono che questo digiuno non sarebbe necessario e che in alcuni casi potrebbe addirittura essere nocivo.

Un recente studio pilota non randomizzato ha dimostrato una presenza significativa di episodi ipoglicemia da digiuno pre-esame nella pratica clinica: il 27,1% di 168 pazienti arruolati ha riferito di aver avuto uno o più eventi ipoglicemici. Questo ha portato allo studio attuale, più ampio, con l’obiettivo di stimare la percentuale di insorgenza di questi episodi in un contesto clinico diverso, reclutando un numero maggiore di pazienti.

Consumare un pasto per evitare l’ipoglicemia
La nuova ricerca, condotta dagli specialisti della Michigan State University a East Lansing, ha evidenziato che il digiuno prima di un esame del colesterolo può comportare ipoglicemia nei soggetti con diabete che assumono insulina o sulfonilurea.

Il team ha lavorato con 525 persone con diabete che hanno frequentato una delle due cliniche endocrinologiche nel Michigan, chiedendo loro di compilare un questionario. Analizzando le informazioni i ricercatori hanno scoperto che le persone con diabete avevano più probabilità di andare incontro a una ipoglicemia “in viaggio” evocata dal digiuno (FEEHD, fasting-evoked en route hypoglycemia) se avevano evitato di mangiare prima di sottoporsi a un esame del sangue. La prevalenza di eventi FEEHD è risultata del 17,1%.

Nella FEEHD i livelli di zucchero nel sangue diventano anormalmente bassi – meno di 70 milligrammi per decilitro – e possono causare svenimento, confusione e vertigini. Questo può portare a incidenti mortali se la persona in questione è alla guida (“en route”) verso il centro dove effettuerà il prelievo di sangue.

«L’ipoglicemia che vediamo nei pazienti diabetici che si presentano per i test di laboratorio dopo aver saltato la colazione è un problema trascurato», spiega l’autore dello studio Saleh Aldasouqi. «I pazienti prendono i farmaci per il diabete ma non mangiano nulla, e i conseguenti bassi livelli di zucchero nel sangue possono causare loro un evento ipoglicemico durante la guida da o verso il laboratorio, mettendo a rischio sé stessi e gli altri».

Un retaggio di vecchie linee guida da rivedere
Secondo i risultati dello studio, solo il 35% dei partecipanti aveva ricevuto consigli su come prevenire un evento FEEHD prima di sottoporsi a un test del colesterolo nel sangue.

Aldasouqi sottolinea che attualmente gli specialisti riconoscono che mangiare prima di un test ematico per il colesterolo è improbabile che possa influenzare le misurazioni. Quindi consumare un pasto potrebbe effettivamente essere meglio che digiunare e rischiare di perdere conoscenza durante il tragitto verso il laboratorio.

Aggiunge che l’idea del digiuno prima di un esame del sangue deriva da linee guida che risalgono agli anni ’70 e che non sono più seguite dagli specialisti canadesi e della gran parte dei paesi europei. Per questo motivo afferma che anche gli specialisti statunitensi potrebbero voler prendere in considerazione la possibilità di rivedere le proprie linee guida per soddisfare al meglio le esigenze dei loro pazienti.

«Incoraggiamo i pazienti a cui vengono prescritti gli esami del sangue a chiedere al loro medico se il digiuno è veramente necessario, e se è così, come dovrebbero gestire i loro farmaci per il diabete durante il digiuno, considerate le variazioni dei livelli ematici di glucosio» aggiunge. «Nella pratica clinica la FEEHD viene trascurata e il nostro obiettivo è portare alla luce questo problema e educare ulteriormente medici e pazienti sulle conseguenze del digiuno quando si fa uso di antidiabetici».

«È imperativo – concludono gli autori – che le organizzazioni sanitarie, in particolare quelle che si occupano di diabete, diventino più consapevoli di questo problema e includano linee guida specifiche per la prevenzione della FEEHD. Dato che l’utilità della misurazione dei lipidi a digiuno è stata considerata dubbia e non sembra essere inferiore a quella non a digiuno, potrebbe essere arrivato il momento di modificare le linee guida per la gestione dei lipidi».

 

Bibliografia

Aldasouqi S et al. Fasting-Evoked En Route Hypoglycemia in Diabetes (FEEHD): An Overlooked Form of Hypoglycemia in Clinical Practice. International Journal of Endocrinology. Volume 2018.

fonte:

PHARMASTAR

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