Polineuropatia diabetica, la presenza di dolore prevede eventi vascolari e mortalità

Tra gli adulti con diabete di tipo 2, quelli che riportano dolore polineuropatico  sembra abbiano il 42% di probabilità in più di morire per qualsiasi causa rispetto ai soggetti senza dolore. 

Tra gli adulti con diabete di tipo 2, quelli che riportano dolore polineuropatico avevano un percentuale significativamente più elevata di eventi vascolari maggiori e il 42% di probabilità in più di morire per qualsiasi causa rispetto ai soggetti senza dolore. Sono i risultati di uno studio pubblicato di recente sul Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism.

«Circa la metà delle persone con diabete di tipo 2 alla fine sviluppa polineuropatia e può riferire o meno dolore» ha detto il primo autore dello studio Brittany Lapin del Center for Outcomes Research and Evaluation presso la Cleveland Clinic. «Finora la ricerca e le revisioni cliniche del dolore nella polineuropatia diabetica si sono decisamente concentrati sulla gestione farmacologica e sull’associazione con una peggiore qualità della vita. Il nostro studio osservazionale ha scoperto delle correlazioni finora non riconosciute tra malattie vascolari/mortalità e dolore in quanti soffrono di questa condizione».

Polineuropatia diabetica
Le neuropatie diabetiche sono un gruppo eterogeneo di manifestazioni patologiche che possono influenzare vari distretti corporei, con implicazioni cliniche come la disfunzione d’organo che porta a una scarsa qualità di vita e a una maggiore morbilità. La polineuropatia diabetica viene definita come una disfunzione dei nervi periferici con sintomi positivi e negativi. Alcuni autori la descrivono come la complicazione diabetica più frequente a livello microvasale, presente in circa il 10% dei pazienti diabetici di recente diagnosi. Le tre principali alterazioni coinvolte nei cambiamenti patologici della condizione sono infiammazione, stress ossidativo e disfunzione mitocondriale.

I fattori di rischio includono età, sesso maschile, durata del diabete, glicemia incontrollata, altezza, sovrappeso e obesità e il trattamento con insulina. Sono stati sviluppati diversi metodi diagnostici e i punteggi compositi combinati tramite studi di conduzione nervosa sono i più affidabili per identificare la polineuropatia precoce. Il trattamento deve puntare a migliorare i fattori eziologici oltre a ridurre i sintomi. Sono stati valutati diversi approcci per ridurre le menomazioni neuropatiche e migliorare la conduzione nervosa, come antidiabetici orali, statine e antiossidanti (acido alfa-lipoico, ubichinone e flavonoidi).

Uno studio di coorte retrospettivo
I ricercatori hanno analizzato i dati di quasi 44mila adulti con diabete di tipo 2 valutati tra il 2009 e il 2016 (età media 65 anni, 52,1% donne). Utilizzando un algoritmo elettronico hanno classificato i pazienti come privi di polineuropatia, con polineuropatia e dolore o con polineuropatia senza dolore. Gli outcome primari erano il numero di eventi vascolari e il tempo al decessp.

All’interno della coorte il 31,7% dei pazienti soffriva di polineuropatia e, tra questi, il 65,4% aveva anche dolore. Gli autori hanno osservato eventi vascolari nel 15,1% dei soggetti senza polineuropatia, nel 26,4% di quelli con polineuropatia più dolore e nel 20,9% di quanti avevano polineuropatia senza dolore.

La presenza di polineuropatia più dolore è risultato essere un fattore predittivo del numero di eventi vascolari, con un rapporto del tasso di incidenza (IRR) di 1,55 rispetto all’assenza di polineuropatia. Inoltre, le persone senza polineuropatia avevano il 30% in meno di probabilità di sperimentare un evento vascolare (IRR=0,7) rispetto a quelle con polineuropatia più dolore.

Rispetto ai pazienti con polineuropatia senza dolore, quelli con dolore avevano il 42% di probabilità in più di morire per qualsiasi causa (HR=1,42).

«Il nostro studio ha rilevato un’associazione significativa tra il dolore nella polineuropatia correlata al diabete di tipo 2 e un maggior rischio di eventi vascolari e di mortalità. Questa osservazione merita uno studio longitudinale dei fattori di rischio e della storia naturale del dolore in questa condizione», hanno concluso gli autori.

«Nella pratica clinica, i fornitori devono essere consapevoli che il dolore nella polineuropatia diabetica è un indicatore dell’aumento del rischio vascolare e di mortalità» ha commentato Lapin. «Una storia di dolore dovrebbe essere cercata in modo proattivo perché potrebbe non essere riportata, e in quanti segnalano un dolore neuropatico andrebbe modificato in modo aggressivo il fattore di rischio vascolare. Anche se questo trial osservazionale non dimostra la mediazione del rischio da parte del dolore, è ragionevole controllare il dolore in modo aggressivo per migliorare la qualità della vita e la funzione».

Davide Cavaleri

fonte: Pharmastar

Bibliografia

Lapin BR et al. Pain in Patients with Type 2 Diabetes-related Polyneuropathy is Associated with Vascular Events and Mortality. J Clin Endocrinol Metab. 2020 Jun 23;dgaa394.

 

fonte:

Pharmastar

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