Monitorare la vitamina B12 nei diabetici per prevenire danni irreversibili ai nervi periferici

Nei pazienti con diabete di tipo 2 che assumono metformina i livelli di vitamina B12 dovrebbero essere valutati in modo più regolare così da evitare i danni irreversibili ai nervi periferici

Nei pazienti con diabete di tipo 2 che assumono metformina i livelli di vitamina B12 dovrebbero essere valutati in modo più regolare così da evitare i danni irreversibili ai nervi periferici. Lo indicano i risultati di uno studio presentato al congresso della Society for Endocrinology (SfE), che si è tenuto a Glasgow.

L’incidenza crescente di diabete di tipo 2 è un grave problema di salute a livello globale. La sua prevalenza è associata a cattiva alimentazione e a uno stile di vita poco salutare. Il danno ai nervi periferici, per esempio al viso, agli arti o agli organi, è una complicanza comune della malattia, con sintomi che vanno dal torpore al dolore, fino a una debilitante perdita di equilibrio e di coordinazione.

La metformina riduce i livelli di vitamina B12
Quanto emerso dalla ricerca suggerisce che un rilevamento precoce della carenza di vitamina B12 tramite uno screening di routine su tutti i pazienti con diabete di tipo 2 trattati con metformina potrebbe ridurre il rischio di sviluppare danni irreversibili, dolorosi e potenzialmente invalidanti ai nervi.

La metformina è il farmaco di prima scelta più usato nel diabete di tipo 2, ma il suo uso è stato associato al deficit di vitamina B12, una carenza che aumenta il rischio di danni ai nervi periferici. La prevalenza della carenza di questa vitamina tra i pazienti che assumono metformina varia tra il 5,8% e il 52%. Uno studio ha concluso che i pazienti trattati a lungo termine con il farmaco hanno il doppio delle probabilità di sviluppare neuropatia periferica rispetto a quelli sottoposti ad altri regimi ipoglicemizzanti.

Si ritiene che questa molecola possa influire sull’assorbimento della vitamina B12 a livello dell’ileo, un tratto dell’intestino tenue, e alcune ricerche hanno dimostrato che può influenzarne i livelli anche in soli tre mesi di utilizzo. Una revisione sistematica e una meta-analisi hanno esaminato individui con diabete di tipo 2 e donne con sindrome dell’ovaio policistico in trattamento con il farmaco e hanno rilevato una relazione inversa tra la dose di metformina e i livelli di vitamina B12, oltre a evidenziare che questo effetto si verificava sia nel trattamento a breve (
Screening di routine non previsto dalle linee guida
Nonostante il danno ai nervi sia irreversibile, non esistono linee guida ufficiali sullo screening dei livelli di vitamina B12 nei pazienti trattati con metformina.

Il team di Kaenat Mulla, dell’Hucknall Road Medical Center di Nottingham, ha condotto insieme ai medici di base un audit sullo screening e sul deficit di vitamina B12 tra i pazienti con diabete di tipo 2 trattati con metformina mentre erano gestiti a livello di medicina generale.

L’indagine ha messo in evidenza il fatto che il 64% dei pazienti non aveva mai controllato i livelli di vitamina B12 e che il 9,6% risultava effettivamente carente, ma soltanto nel 6,4% dei casi la vitamina veniva integrata per via iniettiva.

Mulla fa notare che «le attuali linee guida della British Society of Hematology raccomandano che i livelli di vitamina B12 siano controllati solo quando vi è un sospetto clinico di carenza. Tuttavia la neuropatia periferica è irreversibile e una volta che i sintomi si sono sviluppati potrebbe essere troppo tardi».

I ricercatori prevedono di estendere l’audit per determinare il modo migliore per trattare i pazienti con carenza di vitamina B12 e per fornire ulteriori evidenze del fatto che tutti i soggetti con diabete di tipo 2 in terapia con metformina dovrebbero sottoporsi a controlli più regolari, per esempio con cadenza annuale.

«I nostri risultati indicano che i pazienti con diabete che assumono metformina devono essere controllati più frequentemente e che dobbiamo garantire che le carenze siano trattate in modo adeguato, per evitare danni irreversibili ai nervi», commenta Mulla, precisando che «la metformina rimane il miglior trattamento per il diabete di tipo 2 e questi risultati non dovrebbero scoraggiare i pazienti dall’assumere il farmaco, ma piuttosto incoraggiare i medici a monitorare più regolarmente i livelli di vitamina B12, in modo che qualsiasi deficienza possa essere trattata in modo tempestivo».

Bibliografia

Mulla K & Bradbury K. Metformin use and vitamin B12 deficiency. Endocrine Abstracts (2018) 59 P092.

fonte:

PHARMASTAR

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